Istituto Giovanni Bertacchi di Lecco

Classe 5^ B Professionale Socio-Sanitario

Immagini, storie, pensieri, emozioni. Così abbiamo deciso di dar voce a quello che molte donne provano quando subiscono violenza.

“È solo colpa mia”, “Sono stupida”, “Me lo meritavo”, “Sono una donnaccia”: queste sono solo alcune delle parole che rimbombano nella testa delle vittime e che abbiamo deciso di rendere visibili e indelebili riportandole sul capo del nostro manichino. La X, simbolo di un silenzio spesso complice del carnefice, sigilla le labbra a coloro che chiedono disperatamente aiuto, ma non hanno il coraggio di denunciare.

“La violenza è invisibile”: su un corpo nudo e fragile, spogliato dalla sua dignità, abbiamo messo in risalto ciò che spesso non si vede, ossia un cuore rattoppato, debole, dalle mille sofferenze. 

Abbiamo rivestito l’altra metà del manichino per raccontare di Enza, Nunzia, Sabrina, Valentina, Jessica e Filomena… questi sono solo alcuni dei nomi di donne vittime di violenza: sui loro corpi martoriati ne portano i segni. Abbiamo condiviso le loro storie, tragicamente simili a tante altre storie, tramite articoli di cronaca, fotografie e illustrazioni.

Alle spalle del manichino abbiamo invece posizionato delle sagome grigie, che simboleggiano l’indifferenza degli spettatori di fronte a episodi di maltrattamento.

Ai suoi piedi abbiamo sparso dei frammenti di cartone rosso che intendono rappresentare il trauma subito dalle vittime,  i sentimenti calpestati da chi voleva annullarle, i dolori e le sofferenze provate.

Alzando lo sguardo si notano, infine, dei volti tumefatti incollati su delle scatole di colore rosso, strappate e riparate con la tecnica del kintsugi. Si tratta di una tradizione orientale che viene utilizzata per ridare vita e valore alla ceramica frantumata riparandola con l’oro. Abbiamo voluto ispirarci a questa usanza che abbraccia le cicatrici, mettendo in risalto l’unicità di ogni storia dolorosa e trasmettendo la lezione simbolica di non vergognarsi delle proprie ferite.

Con la nostra installazione, vogliamo evidenziare come la violenza, fra l’indifferenza dei più, lasci segni visibili e invisibili, ma anche come vi sia per tutte la possibilità di rinascere a partire dal proprio difficile vissuto.

#mamanonmama #denunciamo #difendiamociamiamoci

I ragazzi e le ragazze dell’IIS Bertacchi (Lecco)

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